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Montalcino è il centro dell'Etruria, come segnalano le
mappe che indicano l’ubicazione dei principali insediamenti dell'antica civiltà
italica. Il massiccio collinare che nel suo balcone orientale ospita la città di
Montalcino è in effetti assai esteso, ben difendibile in un ottica di antiche
colonizzazioni, dominante com'è sui dintorni in tutte le direzioni per miglia e
miglia. Si sviluppa, tra alti colli, bassopiani fertili e strette valli fino
alle sponde dei più importanti corsi d'acqua della provincia senese.
Ricorda un quadrilatero, i cui lati, che misurano mediamente 15 chilometri, sono
lambiti dalle acque di quattro differenti corsi d’acqua, rendendolo
assomigliante ad un’isola. Di tali fiumi e torrenti, per importanza e portata il
principale appare essere l’Ombrone capriccioso e autorevole pur nella sua
modesta dimensione alveolare, che bagna i contrafforti del territorio ilcinese
in direzione nord-ovest. L'Ombrone incontra l’imprevedibile torrente Arbia, che
scorre per breve tratto a settentrione e poi vira ad est, dando il nome ad una
valle ampia, sinuosa e poco elevata, percorsa già dall'antichità da due strade
di collegamento extraurbano: la Cassia, di epoca romana antica, e la Francigena,
più recente tracciato risalente al secondo medio evo interessato prevalentemente
dal pellegrinaggio religioso europeo. La due strade seguono per lungo tratto la
valle unendosi all’altezza del borgo di Torrenieri, frazione del comune di
Montalcino e proseguono in direzione di Roma‘dove tutte le strade portano’...
Il lato est del quadrilatero di Montalcino incontra il torrente Asso, che dà
nome a vari centri storicamente importanti posti lungo il suo percorso, mentre a
sud scorrono il fiume Orcia e la sua valle con i numerosi castelli arroccati
sulle cime dei radi ed aspri colli posti a contatto con le pendici del monte
Amiata. Esso, dominante a sud, è un autorevole massiccio vulcanico che ancora
mostra tracce del suo glorioso passato eruttivo attraverso le copiose fonti
termali che zampillano dalle sue valli. E' la montagna che domina i territori
del Brunello e che gli garantisce riparo dalle tempeste sciroccali provenienti
dal sud. Nelle giornate serene lo si scorge da grandi distanze, dal mare, dai
monti laziali e dalle acque tranquille del laghi Trasimeno e Bolsena. Un profilo
netto, forte, che emerge dai vasti rilievi delle dolci colline montalcinesi.
Montalcino si trova a circa 40 chilometri a sud di Siena. Il suo territorio si
sviluppa su di una superficie di 24.362 chilometri quadrati tra brevi pianure,
tante colline e appena un pizzico di montagna, ed è quello più esteso della
provincia senese. Tra le pieghe coltivabili ricavate dalle pendici collinari,
ampiamente ricoperte di boschi selvaggi frequentati in passato, ed in tempi
anche recenti, da banditi e briganti, le colture agricole specializzate
principalmente curate sono l' oliveto (8%), e ovviamente il vigneto con l'11 %
di superficie agricola utilizzata (di cui il 55% iscritto all'albo del
Brunello). Conclude il panorama economico il 36% di territorio destinato ai
seminativi, ai pascoli e ad altre colture, tra le quali i frutteti, susini in
prevalenza, assumono un importanza sempre più rilevante per le porzioni vallive
dell’Ombrone.
La collina di Montalcino dista dal mare 40 km in linea d'aria, (e milioni di
anni fa dallo stesso mare era ricoperta), e nella zona ovest, quella che guarda
alla maremma grossetana, l'influsso delle correnti d'aria marine si fa sentire
abbondantemente, abbassando le medie delle temperature estive ed alzando quelle
invernali. Le caratteristiche dei suoli sono estremamente diversificate, sia per
costituzione che per struttura: mentre le zone più basse sono costituite da
terreni originatisi per trasporto di detriti con strato attivo profondo, del
quaternario, abbastanza sciolti, salendo il terreno si arricchisce di scheletro
mentre lo strato attivo si riduce determinando suoli formatisi dalla
decomposizione di rocce originarie, in particolare galestro ed alberese. I
terreni sono mediamente argillosi, ricchi di calcare, frammisti ad ampie zone
tufacee, tendenzialmente magri. A poche centinaia di metri l'una dall'altra
convivono quindi zone con terreno ricco di calcare, scisti di galestro e
alberese, vaste porzioni di terreni con maggiore presenza di argilla e minore
presenza di scheletro e aree costituite da terreni formatisi per trasporto di
detriti (alluvionali), secondo le variazioni altimetriche dal fondo valle in su.
Il clima è tipicamente mediterraneo con precipitazioni concentrate nei mesi
primaverili e autunnali (media annuale 700 millimetri). In inverno, sopra i 400
metri, non sono rare le nevicate. La vicinanza del Monte Amiata, alto 1734
metri, garantisce una protezione naturale al verificarsi di eventi climatici di
esagerata intensità, quali nubifragi o grandinate. Le fasce di media collina,
dove è concentrata la maggior parte delle aziende vitivinicole, raramente
subiscono la presenza di nebbie, gelate o brinate tardive, mentre la frequente
presenza di vento garantisce ottime condizioni per lo stato sanitario delle
vigne, mitigando l'insorgenza di patologie. Il clima, prevalentemente mite e con
elevato numero di giornate serene, assicura quasi in ogni annata una maturazione
graduale e completa dei frutti. La presenza sul territorio di versanti con
orientamenti diversi, la marcata modulazione delle colline e lo scarto
altimetrico tra zone vallive ed il territorio più alto (Poggio della Civitella -
661 metri slm - localizzato nella zona centrale del territorio comunale)
determina la convivenza di microambienti climatici molto diversi tra di loro,
fattore che è responsabile della grande differenza di Brunello prodotti a poca
distanza l'uno dall'altro.