Il Brunello è il risultato della
sapiente vinificazione di uno solo tra i vitigni storici di questo antico paese
etrusco, il Sangiovese, che ha potuto così dimostrare ampiamente la sua naturale
disposizione al matrimonio con Montalcino. Terra baciata dal sole, descritta
dalle sagome dei cipressi che si vedono riportate all’infinito sulle cartoline
più belle della Toscana, mossa da venti rispettosi. laboriosa e felice, attenta
alle tradizioni ma aperta a quanto di nuovo ed utile si muova attorno,
spontanea, rude e determinata a farsi sempre valere, soprattutto per la sua
capacità di dar frutto a grappoli delle migliori uve, ricchi, equilibrati, sani,
ed infine famosa per saper raccogliere e trattenere varia umanità appassionata
attorno alla difesa dei suoi valori.
La fama del Brunello scavalca dunque la mera qualità delle sue uve, la innesta
nella conformazione geopedologica di questo territorio, nella sua componente
climatica, e la rende esplicita nell’opera dei produttori, nell’osservanza di
poche e semplici formule: terra buona, aria buona, poca acqua benedetta, tanto
sole e molto impegno.
Inoltre il successo del Brunello è certamente derivante anche da una ricerca
continua di supremazia d'immagine nei confronti dei concorrenti diretti, i vini
rossi di pregio e le cantine di tutto il mondo.
Un'altra delle valenze che fanno grande questo vino è rappresentata dunque dalle
differenze di stile che riescono ad esprimere le singole aziende, pur seguendo
tutte un fil rouge che le affratella.
Più della metà delle aziende ilcinesi ha una superficie inferiore ai tre ettari
in una composizione dimensionale che peraltro non si discosta affatto dalle
cifre di riferimento del settore vitivinicolo nazionale. Nel dettaglio troviamo
che il 22% delle aziende ha una superficie vitata inferiore ad 1 ettaro, il 29%
ha tra 1 e 3 ettari, il 15% tra 3 e 5 ettari, il 15% tra 5 e 15 ettari, il 9%
tra 15 e 100 ettari, l'1% sopra i 100 ettari e il restante 9% indica le aziende
solo commerciali. A Montalcino la conduzione aziendale è un altro fattore da
considerare in quanto assume un aspetto caratteristico dato dalla variegata
composizione sociale degli addetti al comparto: accanto ai produttori storici,
cioè a quelle famiglie proprietarie i cui cognomi da generazioni risiedono
all'interno delle liste anagrafiche comunali, tra cui gli ‘inventori’ stessi del
Brunello, troviamo agricoltori che hanno piantato a vigna i vecchi poderi
eredità della passata condizione mezzadrile, assieme ad esperti viticoltori o
enologi provenienti da altre regioni vinicole, o a nuovi imprenditori, approdati
su queste colline da città europee sull'onda del ritorno alla campagna degli
anni settanta, mescolanza che dà vita ad un confronto enoico amichevole e
fecondo fra semplici appassionati, artisti, professionisti e manager in
precedenza dediti ad altri comparti industriali o artigianali, che qui hanno
tutti infine trovato una dimensione più confacente al loro estro o ai loro
desideri esistenziali.
In questa gente, in questo vino, che riflettono la grandezza stessa di questa
docg e che fanno ancor più preziosa la terra senese, tale ricettario di
speranze, dedizione e competenza, vissuto personale o familiare di così tante
individualità eterogenee e apparentemente lontane ha creato un amalgama
difficilmente riscontrabile altrove. Questo poiché ha trovato innesto nel
principe dei valori che supportano quella fama meritata: il particolare
territorio che ospita le vigne che circondano la città di Montalcino.