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 i "Versanti del Brunello©"
Il Territorio
(estratto dalla monografia "Il Brunello di Montalcino" di Guelfo Magrini -
Morganti editori)
Il massiccio collinare che nel suo balcone orientale ospita la città di
Montalcino ricorda un quadrilatero, i cui lati, che misurano mediamente 15
chilometri, sono lambiti dalle acque di quattro differenti corsi d'acqua,
rendendolo simile ad un'isola. Il suo territorio si sviluppa su di una
superficie di 24.362 chilometri quadrati tra brevi pianure, tante colline
e appena un pizzico di montagna, ed è quello più esteso della provincia
senese. Tra le pieghe coltivabili ricavate dalle pendici collinari,
ampiamente ricoperte di boschi selvaggi frequentati in passato, ed in
tempi anche recenti, da banditi e briganti, le colture agricole
specializzate principalmente curate sono l'oliveto (8%), e ovviamente il
vigneto con l'11 % di superficie agricola utilizzata (di cui il 55%
iscritto all'albo del Brunello). Conclude il panorama economico il 36% di
territorio destinato ai seminativi, ai pascoli e ad altre colture, tra le
quali i frutteti, susini in prevalenza, assumono un importanza sempre più
rilevante per le porzioni vallive dell'Ombrone.
La collina di Montalcino
dista dal mare 40 km in linea d'aria, (e milioni di anni fa dallo stesso
mare era ricoperta), e nella zona ovest, quella che guarda alla maremma grossetana, l'influsso delle correnti d'aria marine si fa sentire
abbondantemente, abbassando le medie delle temperature estive ed alzando
quelle invernali. Le caratteristiche dei suoli sono estremamente
diversificate, sia per costituzione che per struttura: mentre le zone più
basse sono costituite da terreni originatisi per trasporto di detriti con
strato attivo profondo, del quaternario, abbastanza sciolti, salendo il
terreno si arricchisce di scheletro mentre lo strato attivo si riduce
determinando suoli formatisi dalla decomposizione di rocce originarie, in
particolare galestro ed alberese. I terreni sono mediamente argillosi,
ricchi di calcare, frammisti ad ampie zone tufacee, tendenzialmente magri. A poche centinaia di metri
l'una dall'altra convivono quindi zone con terreno ricco di calcare,
scisti di galestro e alberese, vaste porzioni di terreni con maggiore
presenza di argilla e minore presenza di scheletro e aree costituite da
terreni formatisi per trasporto di detriti (alluvionali), secondo le
variazioni altimetriche dal fondo valle in su.
Il clima è tipicamente mediterraneo con precipitazioni concentrate nei
mesi primaverili e autunnali (media annuale 700 millimetri). In inverno,
sopra i 400 metri, non sono rare le nevicate. La vicinanza del Monte
Amiata, alto 1734 metri, garantisce una protezione naturale al verificarsi
di eventi climatici di esagerata intensità, quali nubifragi o grandinate. Le fascie di media collina,
dove è concentrata la maggior parte delle aziende vitivinicole, raramente
subiscono la presenza di nebbie, gelate o brinate tardive, mentre la
frequente presenza di vento garantisce ottime condizioni per lo stato
sanitario delle vigne, mitigando l'insorgenza di patologie. Il clima,
prevalentemente mite e con elevato numero di giornate serene, assicura
quasi in ogni annata una maturazione graduale e completa dei frutti. La
presenza sul territorio di versanti con orientamenti diversi, la marcata
modulazione delle colline e lo scarto altimetrico tra zone vallive ed il
territorio più alto (Poggio della Civitella - 661 metri slm - localizzato
nella zona centrale del territorio comunale) determina la convivenza di
microambienti climatici molto diversi tra di loro, fattore che è
responsabile della grande differenza del Brunello prodotto a poca distanza
l'uno dall'altro.
I VERSANTI
La differenza con se stesso è un'altra qualità del Brunello di Montalcino.
Pur essendo un prodotto omogeneo, grazie alla vinificazione di solo
Sangiovese, alla limitata ampiezza del territorio e all'applicazione
severa delle regole di produzione, questo vino presenta caratteristiche di
diversità tali tra azienda ed azienda da far storcere il naso a tutti
coloro per i quali il nettare di Bacco è solo una bevanda industriale
rossa o bianca, da valutare nelle più improbabili guide attraverso
parametri arbitrari. La differenza è inevitabile quando ci si trova a fare
lo stesso vino in ambienti microclimatici così diversi, quali quelli che
compongono la piramide del Sangiovese, come è stata definita la collina di Montalcino. Una teorica suddivisione della zona di produzione porta a
considerare quattro aree principali, i versanti, all'interno delle quali
le differenze non sono fortemente rimarcabili. A nord, le stagioni sono
più nette, di tipo continentale, e la tramontana abbassa di molti gradi la
temperatura invernale. Il terreno è discretamente fertile, più ricco che
altrove, fresco e sciolto. I tipi di Brunello che da questa zona traggono
origine sono più profumati e robusti di corpo. Ad ovest sono le brezze
marine trasportate dal maestrale che sciolgono nelle uve la loro tempra
salmastra. La terra è qui grossolana, là più disgregata, arieggiata e
sassosa. Ma anche l'argilla è in parte presente, e tra tutta questa scelta
minerale, il vino sarà sempre saporito e serbevole.
Le terre che guardano a sud sono raccolte in una conca ideale che è
riparata dai venti dominanti. La temperatura è più elevata nelle sue
medie, il che produce un anticipo delle attività vegetative delle vigne.
In questa zona la pioggia è più rara e i terreni più permeabili, ricchi di
scheletro e calcare, poco fertili e secchi, duri alle lavorazioni. Qui le
doti di rusticità della vite sono pienamente esaltate. Ed è la forza della
componente alcolica che distingue i vini prodotti in questo versante.
Ad est, in quelle terrazze che guardano al monte Amiata, si raggiungono le
altitudini più elevate. I venti la fanno da padrone e contribuiscono a
rendere sana l'aria. Le terre sono variate, con ampie zone di crete miste
a sabbia e formazione di calanchi. Il vino è schietto ed esprime caratteri
più rotondi.
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